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Partecipa:

Mimmo Sigismondi

Opera ispiratrice: - Il Gabbiano Jonathan Livingston - ( Richard Bach)

    Il gabbiano è considerato un vero e proprio simbolo di libertà e spensieratezza. Il suo volteggiare leggero, richiama ad immagini di spazi immensi e privi di ostacoli.

  È un libro che parla d'amore, di passione per la vita, delle necessità di cercare sempre il meglio superando i propri limiti assaporando la vita. Non solo, tra i temi trattati c'è anche il coraggio e la volontà di realizzare i propri sogni anche quando non si è considerati.

  Il gabbiano Jonathan Livingston, uscito dalla penna dello scrittore statunitense Richard Bach (Illinois, USA, 1936), può essere considerato il simbolo di quella generazione giovane ( e non) che ha il coraggio di proseguire per la propria strada, nonostante le insidie senza aver timore di spiccare il volo alla ricerca della libertà.

FOTO     ISPIRATE     DALL'OPERA

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               (Introduzione)
   ll gabbiano Jonathan Livingstone è un celebre romanzo breve di Richard Bach pubblicato nel 1970.
  È una favola spirituale e allegorica che usa la metafora del volo per esplorare temi come la ricerca della libertà, il superamento dei propri limiti, l'anticonformismo e il viaggio dell'anima verso la perfezione.
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               (capitolo.1)
   Jonathan Livingston non è un gabbiano come tutti gli altri. Mentre lo Stormo Buonappetito si concentra solo sulla sopravvivenza quotidiana — volare solo per procurarsi il cibo, litigare per un pezzo di pesce — Jonathan è ossessionato dal volo in se stesso. Vuole scoprire quanto può andare veloce, come può controllare le ali, vuole raggiungere la perfezione nel volo d'alta quota e nelle acrobazie.
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               (capitolo.2)
   I suoi genitori sono preoccupati e lo spingono a comportarsi come gli altri, e per un breve periodo Jonathan ci prova. Ma la passione è troppo forte. Dopo aver rischiato la vita in un picchiata ad altissima velocità e aver capito come superare i limiti fisici della sua specie, torna entusiasta dallo Stormo.
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               (capitolo.3)
   Invece di essere festeggiato, viene convocato dal Consiglio degli Anziani. Per la sua colpa di aver violato la tradizione della dignità della famiglia dei gabbiani, viene esiliato e condannato a vivere da solo sulle Scogliere Lontane. Jonathan passa il resto dei suoi giorni in solitudine, ma felice: non è triste per l'isolamento, ma perché i suoi compagni hanno rifiutato la bellezza del volo.
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               (capitolo.4)
   Diventa vecchio e, una notte, due gabbiani splendenti come il d'oro arrivano per volare con lui e guidarlo verso una nuova casa. Jonathan attraversa il cielo ed entra in una nuova dimensione, una sorta di paradiso per gabbiani che la pensano come lui. Qui scopre che tutti amano il volo e cercano di superare i propri limiti. Diventa l'allievo di un istruttore di nome Sullivan e del saggio e anziano gabbiano Chiang.
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               (capitolo.5)
   Chiang gli insegna che il paradiso non è un luogo o un tempo, ma è l'essere perfetti. Gli mostra che il corpo non è una prigione con dei limiti fisici, ma è pensiero puro. Jonathan impara il segreto del volo istantaneo: spostarsi ovunque nello spazio e nel tempo con la sola forza della mente. Prima di svanire ed evolversi verso un livello ancora superiore.
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               (capitolo.6)
   Nonostante la vita perfetta in questa nuova dimensione, Jonathan sente il bisogno di tornare sulla Terra. Prova compassione per i gabbiani rimasti intrappolati nell'ignoranza dello Stormo da cui era stato cacciato.   
    Vuole condividere ciò che ha imparato.
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